Letture:
Num. 6:22-27; Salmi 8; Gal. 3:23-29; Luca 2:21
Grazia a voi e pace da parte di Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo.
“E quando furono trascorsi gli otto giorni dopo i quali egli doveva essere circonciso, gli fu posto nome Gesù, il nome dato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo.” (Luca 2:21)
Mi ricordo di quando ero ragazzo, e ho avuto la mia prima carta di identità. Ho controllato che ci fosse il primo nome, il secondo nome, e il cognome di famiglia. Ci volevano tutti e tre assieme, e dovevano essere scritti con le lettere e nell’ordine giusti, altrimenti già non sarebbe stato il mio nome. Sapevo che era importante verificare il nome sul documento.
Oggi invece celebriamo l’ottavo giorno di vita del Signore Gesù Cristo, l’età in cui i bambini maschi venivano circoncisi e ricevevano il proprio nome.
Il nome del primogenito di Maria era già stato annunciato dall’angelo Gabriele, ancora prima del concepimento (Luca 1,31). Si doveva chiamare Gesù. E così fu.
Infatti l’angelo Gabriele quel giorno, nella veste di messaggero di Dio Altissimo, ha soltanto ripetuto ciò che gli era stato ordinato di dire. Ma nel suo parlare il potere della parola di Dio si è fatto manifesto: quel giorno, il giorno dell’annuncio del nome del nascituro, la biologia e la fisica si sono dovute piegare alla parola del Signore Dio detta dall’angelo, e una vergine è rimasta incinta.
Una cosa simile, straordinaria, miracolosa, era già successa anche all’inizio di tutto, nella prima settimana della creazione, quando c’era ancora soltanto il buio più assoluto, e il Signore aveva detto “Sia la luce!”, e la luce fu. In Ebrei 4,12 impariamo che la parola del Signore è viva, vivente, ed efficace, cioè, ha il potere per far diventare vero ciò che dichiara di esserlo.
Quindi la vergine è rimasta incinta, secondo la parola di Dio annunciata dal messaggero, e all’ottavo giorno dopo la nascita, è stato dato al bambino il nome di Gesù.
Ma cos’ha di speciale il nome di ‘Gesù’? Che sorta di nome è? Cosa vuol dire?
Il nome di Gesù è composto da due parti. La prima è la versione ridotta di Yahweh, il nome di Dio, così come si era presentato a Mosè nel roveto ardente, come si legge in Esodo capitolo 3. Yahweh, l’unico vero Dio, è lo stesso Dio della creazione, ed è anche l’Iddio delle promesse, di Abraamo, Isacco e Giacobbe, dell’esodo dall’Egitto, di re Davide, dei profeti, e di tutta la storia del popolo di Israele nell’Antico Testamento.
La seconda parte del nome del bambino Gesù è ancora più bella: Gesù vuol dire “Yahweh… è salvezza”. Yahweh, la nostra salvezza!
Ma da cosa doveva salvarci? Doveva salvarci da noi stessi, dalla nostra arroganza e infedeltà verso di Lui. Salvarci dai nostri peccati – che sono tanti! – e dalla morte, fisica ed eterna, il nostro meritato premio per ogni peccato che commettiamo.
Gesù diceva, e tramite le Scritture e la chiesa continua a dirci, “Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino!” (Matteo 4,17). Ed è così che Lui ci salva, giorno dopo giorno, continuamente portandoci al pentimento e alla fede nel perdono dei peccati, e facendo presente al Padre nei cieli che il sangue da Lui versato sulla croce è stato il prezzo totalmente pagato per ricomprarci dalla nostra schiavitù, la schiavitù del peccato, del diavolo e della morte. Gesù, morto ma poi anche risorto dai morti il terzo giorno, è Yahweh-la-salvezza.
E questo suo nome, Yahweh-la-salvezza, Lui l’ha dato anche a ciascuno di noi, battezzati nel suo nome, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Nel Battesimo, riceviamo quindi un nome nuovo. Nel nostro documento di identità spirituale compare ora un nuovo nome. “Yahweh-la-salvezza” è come il Padre ora ci vede e ci riconosce, perché siamo stati battezzati nel nome di Gesù.
La circoncisione nell’Antico Testamento era una prefigurazione del santo Battesimo, istituito da Gesù. E nel Battesimo, noi moriamo insieme a Cristo sulla croce, e ci viene anche data la sua nuova vita da risorto dai morti. Nel Battesimo, veniamo innestati nel suo corpo, letteralmente. Da allora in poi, facciamo parte del suo corpo, come membra, e Lui vive in noi, assieme al Padre e allo Spirito Santo.
Il nostro battesimo infatti è stato fatto in Cristo; siamo così entrati nella relazione più intima con Cristo, abbiamo indossato Cristo con la sua veste di perfetta giustizia. In Cristo e con Cristo siamo stati rivestiti della sua innocenza, giustizia, sapienza, potenza, salvezza, spirito e vita.
Come ha scritto Lutero,
È una vestizione spirituale... e avviene in questo modo, che l'anima riceve Cristo e tutta la sua giustizia come proprio possesso, ed è audace in questo pensiero, contando sulla giustizia di Cristo come se fosse fatta e guadagnata da sé.
Questo è il regalo del nome di Cristo ricevuto nel Battesimo: che Cristo è totalmente nostro, e noi siamo totalmente suoi, saldamente protetti nelle mani di Yahweh-la-salvezza, per tutti i giorni della nostra vita, e fino all’eternità.
Nel nome di Gesù. Amen.

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